Giardino anti-gravità
Pubblicato giovedì 30 giugno, 2011, da Katia
Le pareti vegetate non sono costituite da piante rampicanti ma rappresentano sistemi verdi piu’ complessi, risultato dell’accostamento di tante pianti giovani perenni a formare tessuti verdi continui. Le piante sono spesso fornite a radice nuda, e per svilupparsi non sfruttano il terreno, ma il supporto di stuoie vegetative umide chiamate feltri, nelle quali sono somministrate le sostanze nutrienti. Il risultato finale è sicuramente molto d’effetto, fino a ricordare talvolta, nonostante le declinazioni geografiche nella scelta delle essenze, lussureggianti paesaggi tropicali. Il primo artefice delle pareti vegetate, Patrick Blanc, ha sfruttato a questo scopo i principi della coltivazione idroponica, ovvero, in assenza di terra.
Sono interventi che, per la loro originalità e spettacolarità, oggi fanno tendenza, ma sollevano anche qualche perplessità. Il limite piu’ evidente, che rende questi giardini verticali adatti a progetti di nicchia e a superfici meno estese, è rappresentato dagli alti costi di realizzazione e manutenzione, e dalla relativa fragilità di sistemi che, in mancanza di terra, si basano sul principio di fertirrigazione (tecnicamente, irrigazione con dosaggio di sostanze nutritive) e che sono quindi soggetti al funzionamento di impianti piuttosto sofisticati. Per le loro caratteristiche, le pareti vegetate possono essere realizzate anche in ambienti interni selezionando le piante adatte.
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